Non si può pensare ai migranti come ad un problema di "degrado" o di spesa!
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Questa terribile foto riprende alcuni migranti somali a cui i trafficanti
hanno espiantato gli organi, da vendere a peso d'oro a qualche riccone.
Nove soma...
Franco Bechis ci racconta oggi una storia che potrebbe persino finire nel novero delle barzellette: è infatti il colmo per Equitalia non pagare le tasse. Eppure è successo, e stava per finire male. Con un atto di precetto inviato dall’Ama, l’azienda dei rifiuti di Roma, per la sede legale dell’agenzia degli esattori e la sede di Equitalia Sud. In entrambi i casi, a causa della morosità nel pagamento della tassa sui rifiuti. Per il primo caso, la svista (che ai cittadini, ricorda giustamente Bechis, non viene però perdonata) è probabilmente dovuta a un cambio di sede.
Dal primo gennaio del 2012 Equitalia ha trasferito la propria sede legale. Non ha comunicato la disdetta all’Ama al fine del pagamento dei rifiuti e naturalmente non ha nemmeno comunicato formalmente il trasferimento nella nuova sede, ai fini del pagamento della tassa. Risultato: alla vecchia sede è arrivata la bolletta dell’Ama, che nessuno ha pagato. Alla nuova sede non è arrivata nessuna bolletta, perché Equitalia ha omesso di comunicare il proprio trasferimento.
Quisquillie, naturalmente. Un po’ meno quelle relative agli arretrati sulla tassa dei rifiuti di una delle controllate del gruppo di riscossione pubblico: Equitalia Sud, anche lei come numerosi sedi e sportelli nella capitale.
Qui i mancati pagamenti della tassa dei rifiuti sembrano più seri. Secondo quanto risulta a Libero la morosità di Equitalia Sud nei confronti dell’Ama ammonta a circa 200mila euro di arretrati. L’ingiunzione di pagamento sarebbe stata più che giustificata. Una cartella esattoriale naturalmente sarebbe stata irrealistica: l’Ama avrebbe dovuto chiedere ad Equitalia stessa la riscossione, e se Equitalia sud avesse fatto orecchie da mercante, sarebbe stato necessario mettere lì le ganasce fiscali e magari procedere al pignoramento di uno degli immobili di proprietà (sette fabbricati e sei terreni nell’avellinese, un fabbricato in provincia di Pescara e due fabbricati in provincia di Vibo Valentia).
Equitalia si è scusata formalmente per l’errore di comunicazione nel primo caso. Per Equitalia Sud, i 200mila euro verranno pagati con sanzioni e interessi. Che non si possono evitare anche se il cliente moroso e un pizzico smemorato porta il nome altisonante di Equitalia.
Fonte [Link]
Dal primo gennaio del 2012 Equitalia ha trasferito la propria sede legale. Non ha comunicato la disdetta all’Ama al fine del pagamento dei rifiuti e naturalmente non ha nemmeno comunicato formalmente il trasferimento nella nuova sede, ai fini del pagamento della tassa. Risultato: alla vecchia sede è arrivata la bolletta dell’Ama, che nessuno ha pagato. Alla nuova sede non è arrivata nessuna bolletta, perché Equitalia ha omesso di comunicare il proprio trasferimento.
Quisquillie, naturalmente. Un po’ meno quelle relative agli arretrati sulla tassa dei rifiuti di una delle controllate del gruppo di riscossione pubblico: Equitalia Sud, anche lei come numerosi sedi e sportelli nella capitale.
Qui i mancati pagamenti della tassa dei rifiuti sembrano più seri. Secondo quanto risulta a Libero la morosità di Equitalia Sud nei confronti dell’Ama ammonta a circa 200mila euro di arretrati. L’ingiunzione di pagamento sarebbe stata più che giustificata. Una cartella esattoriale naturalmente sarebbe stata irrealistica: l’Ama avrebbe dovuto chiedere ad Equitalia stessa la riscossione, e se Equitalia sud avesse fatto orecchie da mercante, sarebbe stato necessario mettere lì le ganasce fiscali e magari procedere al pignoramento di uno degli immobili di proprietà (sette fabbricati e sei terreni nell’avellinese, un fabbricato in provincia di Pescara e due fabbricati in provincia di Vibo Valentia).
Equitalia si è scusata formalmente per l’errore di comunicazione nel primo caso. Per Equitalia Sud, i 200mila euro verranno pagati con sanzioni e interessi. Che non si possono evitare anche se il cliente moroso e un pizzico smemorato porta il nome altisonante di Equitalia.
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venerdì 25 maggio 2012
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